Quartetto per oggetti

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Tredici oggetti, slegati dal loro uso quotidiano, diventano lo strumento di base per definire una serie di possibilità fisiche. Le loro funzioni determinano modelli i cui componenti direzionali sono imprevedibili e servono come base per l’espansione e la variazione del ritmo. Ogni oggetto si fa veicolo dell’affermazione di una dimensione spaziale e temporale, al fine di produrre la musicalità del movimento, piuttosto che il concreto suono della musica. Il risultato è un intensa visione parossistica che raggiunge un caos illusorio e una logica surreale. «C’è un’idea, l’origine della struttura interna; quest’ultima cresce, si sfalda secondo svariate forme e gruppi sonori in continua metamorfosi, a velocità e direzioni diverse, a dipendere dall’attrazione o dalla repulsione di varie forze.
La forma dell’opera è conseguenze di queste interazioni. Le forme musicali possibili sono innumerevoli come le forme esterne dei cristalli.»
[Edgard Varese]

concept e coreografia: Camilla Monga
collaboratore coreografico: Jacopo Jenna
musica dal vivo eseguita da LSKA
danzatori: Camilla Monga, Jacopo Jenna, Viktor Mar Leifsson,
Vedis Kjartansdottir, Kamola Rashidova
consultazione drammaturgica Bojana Cvejic e Alain Franco
con il sostegno di P.A.R.T.S. Academy
coproduzione VAN – CSC/Centro per la Scena Contemporanea
di Bassano del Grappa – WP Zimmer

 

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