Residencies

ANDREA COSTANZO MARTINI, ROOTCHOP

Come si estrae un’immagine dal proprio contesto? Come si trasforma qualcosa che già esiste in materia nuova? Come si crea a partire da frammenti di un passato ormai a pezzetti?
Come esseri umani siamo immersi in un mondo di segni che non solo tende a definirci, ma precede la nostra venuta al mondo e continua dopo la nostra dissoluzione. Questo insieme di segni (linguaggio, cultura, etc) se da un lato si offre come piattaforma per la costruzione di una rete di relazioni che orienta la nostra esistenza come animali sociali, dall’altra tende a fossilizzarsi e a pietrificarci in una prigione di senso illusoriamente indistruttibile. La danza, in questo senso, è un mezzo espressivo privilegiato godendo infatti sia della possibilità di essere organizzata come un linguaggio, sia di emergere da esso, trascendendo irriducibilmente al significato tramite l’unicità del corpo.
La tensione tra significante e significato nel gesto è il punto chiave della ricerca coreografica di Andrea Costanzo Martini, che in questo lavoro esplora il potenziale che il movimento ha, al fine di scardinare nozioni stabilite provenienti dall’immaginario collettivo e individuale dei danzatori, per arrivare alla creazione di un oggetto teatrale dall’identità nuova.

Il progetto è sostenuto dall'azione Residance XL, a cura del Network Anticorpi XL e coordinata da L'arboreto - Teatro Dimora, e si svilupperà nelle seguenti tappe: a Genova, presso il Teatro Akropolis, dal 19 al 25 marzo e a Collegno (TO) presso la Lavanderia a Vapore dal 3 al 20 aprile.

by VAN